Porto Venere e la chiesa millenaria di San Pietro, capolavoro gotico genovese.

Porto Venere, storia e leggenda di un borgo fondato sulla bellezza divina.

La cartolina questa volta la mando da Porto Venere. Ho fatto molte foto e raccolto qualche aneddoto. Partendo proprio dal nome che si perde tra storia e e leggenda. Nell’antichità, dove ora sorge la chiesa di San Pietro esisteva un tempio dedicato alla dea Venere Ericina. La dea era nota per la sua grande bellezza. Si narra che Venere Ericina fosse stata creata dalla spuma delle onde del mar ligure, che si infrangevano sugli scogli dove ora sorge la chiesa di San Pietro. La passeggiata è piacevolissima. Percorrendo tutto il lungo mare e sfilando davanti alle antiche case di pescatori e marinai la cosidetta “palazzata a mare”, si raggiunge la chiesa di San Pietro. Le colorate case-torri costruite dalla Repubblica di Genova costituivano una cinta muraria a protezione del borgo interno che si sviluppa alle loro spalle.

Porto Venere la chiesa di San Pietro.
Porto Venere la chiesa di San Pietro.
Sullo scoglio dove la leggenda racconta ci fosse il tempio alla dea Venere Ericina e nel V secolo fu eretta una piccola basilica paleocristiana, divenuta nei secoli, dopo varie trasformazioni la chiesa di San Pietro consacrata nel 1198.
Sullo scoglio dove la leggenda racconta ci fosse il tempio alla dea Venere Ericina e nel V secolo fu eretta una piccola basilica paleocristiana, divenuta nei secoli, dopo varie trasformazioni la chiesa di San Pietro consacrata nel 1198.
Il tratto di mare che va da Portovenere a Lerici visto dal loggiato che si affaccia sulla cala dell'Arpaia.
Il tratto di mare che va da Portovenere a Lerici visto dal loggiato che si affaccia sulla cala dell’Arpaia.
San Pietro un meraviglioso esempio del gotico genovese risalente al 1198
San Pietro un meraviglioso esempio del gotico genovese risalente al 1198
Dall'isola della Palmaria si gode di una vista privilegiata di Portovenere e della chiesa di San Pietro.
Dall’isola della Palmaria si gode di una vista privilegiata di Portovenere e della chiesa di San Pietro.
La chiesa di San Pietro così come la osserva la madre Natura di Scorzelli
La chiesa di San Pietro così come la osserva la madre Natura di Scorzelli
Sono molti i visitatori che accendono una candela o si raccolgono in preghiera dentro la chiesa di San Pietro.
Sono molti i visitatori che accendono una candela o si raccolgono in preghiera dentro la chiesa di San Pietro.
La “MADRE NATURA" che lo scultore Lello Scorzelli ha donata a Portovenere, sembra sia messa lì a controllare chi va a visitare la grotta di Byron.
La “MADRE NATURA” che lo scultore Lello Scorzelli ha donata a Portovenere, sembra sia messa lì a controllare chi va a visitare la grotta di Byron.

Dal Castello Doria la vista sul golfo e la grotta di Byron.

Sovrastata da Castello Doria che domina il borgo e dalla cui sommità si gode di una vista favolosa che spazia dall’isola Palmaria con la grotta Azzurra e la grotta dei Colombi. Ci sono diverse grotte marine anche sotto la scogliera sulla quale si erge la chiesa di San Pietro, la più famosa è la cala dell’Arpaia conosciuta anche come la grotta di Byron, in onore del poeta inglese. Una targa racconta che raggiungesse Porto Venere attraversando il mare a nuoto da Lerici, dove risiedeva per una vacanza. Ma pare sia solo una leggenda. Documenti non ce ne sono, tuttavia si favoleggia di una suggestiva traversata a nuoto, compiuta nel 1822 da Lord George Gordon Byron, per raggiungere l’amico Percy B. Shelley e la moglie Mary. In realtà non mise mai piede a Porto Venere, si fermò a Lerici costretto ad una sosta forzata a causa da una forte febbre, che lo colse durante un viaggio con la sua nave che veleggiava da Genova diretto in Grecia.

Castello Doria sulla sommità della collina domina il borgo sottostante di Porto Venere, difeso dal mare dalla cosidetta "PALAZZATA A MARE" composta dalle antiche case dei pescatori che costituivano una perfetta e sicura barriera protettiva.
Castello Doria sulla sommità della collina domina il borgo sottostante di Porto Venere, difeso dal mare dalla cosidetta “PALAZZATA A MARE” composta dalle antiche case dei pescatori che costituivano una perfetta e sicura barriera protettiva.
Le case-torri con i caratteristici colori pastello, tipiche della Repubblica di Genova, costituivano una efficace protezione per la parte interna del borgo, le facciate prive di orpelli sulle facciate e le piccole, ma numerose finestre, impedivano ai nemici di penetrare nel borgo.
Le case-torri con i caratteristici colori pastello, tipiche della Repubblica di Genova, costituivano una efficace protezione per la parte interna del borgo, le facciate prive di orpelli sulle facciate e le piccole, ma numerose finestre, impedivano ai nemici di penetrare nel borgo.
La via principale che porta alla chiesa di San Lorenzo, si affacciano numerose botteghe dove si posso trovare prodotti tipici del luogo e cibo genuino.
La via principale che porta alla chiesa di San Lorenzo, si affacciano numerose botteghe dove si posso trovare prodotti tipici del luogo e cibo genuino.
La chiesa di San Lorenzo consacrata nel 1130 da papa Innocenzo II e rimaneggiato nei secoli in seguito ad incendi ed eventi bellici.
La chiesa di San Lorenzo consacrata nel 1130 da papa Innocenzo II e rimaneggiato nei secoli in seguito ad incendi ed eventi bellici.
Si racconta che nel 1399 la Vergine Maria liberò Porto Venere dalla peste. Da allora la chiesa di San Lorenza è nota anche come Santuario della Madonna Bianca.
Si racconta che nel 1399 la Vergine Maria liberò Porto Venere dalla peste. Da allora la chiesa di San Lorenza è nota anche come Santuario della Madonna Bianca.
L'imponente castello Doria, domina Porto Venere fin dal 1161. A pianta pentagonale con tre bastioni rivolti al mare ed un torrione circolare rivolto a monte, garantiva una totale protezione del borgo.
L’imponente castello Doria, domina Porto Venere fin dal 1161. A pianta pentagonale con tre bastioni rivolti al mare ed un torrione circolare rivolto a monte, garantiva una totale protezione del borgo.
Nate come torri di avvistamento, nei secoli furono trasformate in mulini a vento per la macina del grano.
Nate come torri di avvistamento, nei secoli furono trasformate in mulini a vento per la macina del grano.
La chiesa di san Pietro costruita sullo scoglio tra la cala dell'Arpaia e l'isola della Palmaria.
La chiesa di san Pietro costruita sullo scoglio tra la cala dell’Arpaia e l’isola della Palmaria.
Il nome del borgo è composto da due parole Porto e Venere. Anche se non sono pochi a scriverlo con una parola sola: Portovenere.
Il nome del borgo è composto da due parole Porto e Venere. Anche se non sono pochi a scriverlo con una parola sola: Portovenere.
La chiesa di San Pietro e sullo sfondo l'isola della Palmaria visti dal suggestivo cimitero di Porto Venere.
La chiesa di San Pietro e sullo sfondo l’isola della Palmaria visti dal suggestivo cimitero di Porto Venere.
La chiesa di San Pietro
La chiesa di San Pietro
La chiesa di San Pietro e sullo sfondo l'isola della Palmaria visti dal suggestivo cimitero di Porto Venere.
La chiesa di San Pietro e sullo sfondo l’isola della Palmaria visti dal suggestivo cimitero di Porto Venere.
La chiesa di San Pietro e sullo sfondo l'isola della Palmaria visti dal castello Doria.
La chiesa di San Pietro e sullo sfondo l’isola della Palmaria visti dal castello Doria.
Porto Venere il tratto di mare che divide la cala dell'Arpaia da Lerici, dove la leggenda vorrebbe far nuotare lord Byron.
Porto Venere il tratto di mare che divide la cala dell’Arpaia da Lerici, dove la leggenda vorrebbe far nuotare lord Byron.
La Madre Natura di Lello Scorzelli.
La Madre Natura di Lello Scorzelli.
La fotografia di Nasello che temerariamente si tuffa nel mare dalla scogliera dell'Arpaia.
La fotografia di Nasello che temerariamente si tuffa nel mare dalla scogliera dell’Arpaia.