intimate audrey

“INTIMATE AUDREY”, il privato di Audrey Hepburn.

La Spezia, la Fondazione Carispezia ci offre un ritratto intimo e privato di Audrey Hepburn. La donna oltre la diva.

A La Spezia, nella centrale via Domenico Chiodo sede della Fondazione Carispezia, fino al 1 marzo c’è la mostra espositiva “Intimate Audrey”. https://www.fondazionecarispezia.it/ La vita intima e privata della meravigliosa interprete di “Colazione da Tiffany” e “Vacanze romane”, icona di stile ed eleganza. Vi consiglio di entrare ed ammirare le moltissime fotografie esposte, molte delle quali inedite. Ci sono le fotografie di Audrey bambina, immagini di vita privata, vissuta nell’intimità della sua casa. Un ritratto inedito e privato di una delle attrici più affascinanti del mondo hollywoodiano allestita dal figlio Sean, per celebrare i 90 anni dalla nascita della madre. Ci sono cimeli provenienti dal mondo del cinema, come la mitica Vespa di Vacanze Romane e la statuetta dell’Oscar che le fu conferito per meriti umanitari. Gli ultimi anni delle sua vita furono spesi come ambasciatrice Unicef.

Audrey Hepburn, i ritratti di una Diva.
Audrey Hepburn, i ritratti di una Diva.
La Vespa di VACANZE ROMANE ed altri cimeli che ricordano la grande attrice di Hollywood.
La Vespa di VACANZE ROMANE ed altri cimeli che ricordano la grande attrice di Hollywood.
Il famoso "sguardo da cerbiatta" che l'ha resa famosa.
Il famoso “sguardo da cerbiatta” che l’ha resa famosa.
Ancora VACANZE ROMANE e la famosa gita in Vespa
Ancora VACANZE ROMANE e la famosa gita in Vespa
Le scarpette da ballo indossate quotidianamente da Audrey Hepburn.
Le scarpette da ballo indossate quotidianamente da Audrey Hepburn.

L’abito da sposa e le fotografie della sua vita con Mel Ferrer in Svizzera e le immagini della sua infanzia nei Pesi Bassi.

Le fedi nuziali e l’abito da sposa indossato quando ha sposato Mel Ferrer regista, attore e produttore. Decine di fotografie raccontano la parte della vita trascorsa felice con il marito nella loro residenza in Svizzera. Ci sono fotografie e ricordi talmente intimi da far sentire i visitatori come degli ospiti della loro casa. Alla mostra “Intimate Audrey” oltre le magnifiche fotografie della diva del Cinema, icona di fascino e stile riconosciuto in tutto il mondo, ci sono le foto delle sua infanzia. https://www.intimateaudrey.org Si va dalle fotografie dai toni seppia tipiche di un epoca lontana che ritraggono i suoi antenati, alle fotografie di Audrey neonata. Immagini di una bellissima adolescente che già aveva lo sguardo della futura diva che noi tutti abbiamo amato vedendola sul grande schermo.

L'abito da sposa e le fedi nuziali indossate da lei ed il marito Mel Ferrer.
L’abito da sposa e le fedi nuziali indossate da lei ed il marito Mel Ferrer.
Una rassegna di fotografie della famiglia di origine di Audrey Hepburn.
Una rassegna di fotografie della famiglia di origine di Audrey Hepburn.
La storia per immagini della famiglie Hepburn e Van Heemstras.
La storia per immagini della famiglie Hepburn e Van Heemstras.

Porto Venere e la chiesa millenaria di San Pietro, capolavoro gotico genovese.

Porto Venere, storia e leggenda di un borgo fondato sulla bellezza divina.

La cartolina questa volta la mando da Porto Venere. Ho fatto molte foto e raccolto qualche aneddoto. Partendo proprio dal nome che si perde tra storia e e leggenda. Nell’antichità, dove ora sorge la chiesa di San Pietro esisteva un tempio dedicato alla dea Venere Ericina. La dea era nota per la sua grande bellezza. Si narra che Venere Ericina fosse stata creata dalla spuma delle onde del mar ligure, che si infrangevano sugli scogli dove ora sorge la chiesa di San Pietro. La passeggiata è piacevolissima. Percorrendo tutto il lungo mare e sfilando davanti alle antiche case di pescatori e marinai la cosidetta “palazzata a mare”, si raggiunge la chiesa di San Pietro. Le colorate case-torri costruite dalla Repubblica di Genova costituivano una cinta muraria a protezione del borgo interno che si sviluppa alle loro spalle.

Porto Venere la chiesa di San Pietro.
Porto Venere la chiesa di San Pietro.
Sullo scoglio dove la leggenda racconta ci fosse il tempio alla dea Venere Ericina e nel V secolo fu eretta una piccola basilica paleocristiana, divenuta nei secoli, dopo varie trasformazioni la chiesa di San Pietro consacrata nel 1198.
Sullo scoglio dove la leggenda racconta ci fosse il tempio alla dea Venere Ericina e nel V secolo fu eretta una piccola basilica paleocristiana, divenuta nei secoli, dopo varie trasformazioni la chiesa di San Pietro consacrata nel 1198.
Il tratto di mare che va da Portovenere a Lerici visto dal loggiato che si affaccia sulla cala dell'Arpaia.
Il tratto di mare che va da Portovenere a Lerici visto dal loggiato che si affaccia sulla cala dell’Arpaia.
San Pietro un meraviglioso esempio del gotico genovese risalente al 1198
San Pietro un meraviglioso esempio del gotico genovese risalente al 1198
Dall'isola della Palmaria si gode di una vista privilegiata di Portovenere e della chiesa di San Pietro.
Dall’isola della Palmaria si gode di una vista privilegiata di Portovenere e della chiesa di San Pietro.
La chiesa di San Pietro così come la osserva la madre Natura di Scorzelli
La chiesa di San Pietro così come la osserva la madre Natura di Scorzelli
Sono molti i visitatori che accendono una candela o si raccolgono in preghiera dentro la chiesa di San Pietro.
Sono molti i visitatori che accendono una candela o si raccolgono in preghiera dentro la chiesa di San Pietro.
La “MADRE NATURA" che lo scultore Lello Scorzelli ha donata a Portovenere, sembra sia messa lì a controllare chi va a visitare la grotta di Byron.
La “MADRE NATURA” che lo scultore Lello Scorzelli ha donata a Portovenere, sembra sia messa lì a controllare chi va a visitare la grotta di Byron.

Dal Castello Doria la vista sul golfo e la grotta di Byron.

Sovrastata da Castello Doria che domina il borgo e dalla cui sommità si gode di una vista favolosa che spazia dall’isola Palmaria con la grotta Azzurra e la grotta dei Colombi. Ci sono diverse grotte marine anche sotto la scogliera sulla quale si erge la chiesa di San Pietro, la più famosa è la cala dell’Arpaia conosciuta anche come la grotta di Byron, in onore del poeta inglese. Una targa racconta che raggiungesse Porto Venere attraversando il mare a nuoto da Lerici, dove risiedeva per una vacanza. Ma pare sia solo una leggenda. Documenti non ce ne sono, tuttavia si favoleggia di una suggestiva traversata a nuoto, compiuta nel 1822 da Lord George Gordon Byron, per raggiungere l’amico Percy B. Shelley e la moglie Mary. In realtà non mise mai piede a Porto Venere, si fermò a Lerici costretto ad una sosta forzata a causa da una forte febbre, che lo colse durante un viaggio con la sua nave che veleggiava da Genova diretto in Grecia.

Castello Doria sulla sommità della collina domina il borgo sottostante di Porto Venere, difeso dal mare dalla cosidetta "PALAZZATA A MARE" composta dalle antiche case dei pescatori che costituivano una perfetta e sicura barriera protettiva.
Castello Doria sulla sommità della collina domina il borgo sottostante di Porto Venere, difeso dal mare dalla cosidetta “PALAZZATA A MARE” composta dalle antiche case dei pescatori che costituivano una perfetta e sicura barriera protettiva.
Le case-torri con i caratteristici colori pastello, tipiche della Repubblica di Genova, costituivano una efficace protezione per la parte interna del borgo, le facciate prive di orpelli sulle facciate e le piccole, ma numerose finestre, impedivano ai nemici di penetrare nel borgo.
Le case-torri con i caratteristici colori pastello, tipiche della Repubblica di Genova, costituivano una efficace protezione per la parte interna del borgo, le facciate prive di orpelli sulle facciate e le piccole, ma numerose finestre, impedivano ai nemici di penetrare nel borgo.
La via principale che porta alla chiesa di San Lorenzo, si affacciano numerose botteghe dove si posso trovare prodotti tipici del luogo e cibo genuino.
La via principale che porta alla chiesa di San Lorenzo, si affacciano numerose botteghe dove si posso trovare prodotti tipici del luogo e cibo genuino.
La chiesa di San Lorenzo consacrata nel 1130 da papa Innocenzo II e rimaneggiato nei secoli in seguito ad incendi ed eventi bellici.
La chiesa di San Lorenzo consacrata nel 1130 da papa Innocenzo II e rimaneggiato nei secoli in seguito ad incendi ed eventi bellici.
Si racconta che nel 1399 la Vergine Maria liberò Porto Venere dalla peste. Da allora la chiesa di San Lorenza è nota anche come Santuario della Madonna Bianca.
Si racconta che nel 1399 la Vergine Maria liberò Porto Venere dalla peste. Da allora la chiesa di San Lorenza è nota anche come Santuario della Madonna Bianca.
L'imponente castello Doria, domina Porto Venere fin dal 1161. A pianta pentagonale con tre bastioni rivolti al mare ed un torrione circolare rivolto a monte, garantiva una totale protezione del borgo.
L’imponente castello Doria, domina Porto Venere fin dal 1161. A pianta pentagonale con tre bastioni rivolti al mare ed un torrione circolare rivolto a monte, garantiva una totale protezione del borgo.
Nate come torri di avvistamento, nei secoli furono trasformate in mulini a vento per la macina del grano.
Nate come torri di avvistamento, nei secoli furono trasformate in mulini a vento per la macina del grano.
La chiesa di san Pietro costruita sullo scoglio tra la cala dell'Arpaia e l'isola della Palmaria.
La chiesa di san Pietro costruita sullo scoglio tra la cala dell’Arpaia e l’isola della Palmaria.
Il nome del borgo è composto da due parole Porto e Venere. Anche se non sono pochi a scriverlo con una parola sola: Portovenere.
Il nome del borgo è composto da due parole Porto e Venere. Anche se non sono pochi a scriverlo con una parola sola: Portovenere.
La chiesa di San Pietro e sullo sfondo l'isola della Palmaria visti dal suggestivo cimitero di Porto Venere.
La chiesa di San Pietro e sullo sfondo l’isola della Palmaria visti dal suggestivo cimitero di Porto Venere.
La chiesa di San Pietro
La chiesa di San Pietro
La chiesa di San Pietro e sullo sfondo l'isola della Palmaria visti dal suggestivo cimitero di Porto Venere.
La chiesa di San Pietro e sullo sfondo l’isola della Palmaria visti dal suggestivo cimitero di Porto Venere.
La chiesa di San Pietro e sullo sfondo l'isola della Palmaria visti dal castello Doria.
La chiesa di San Pietro e sullo sfondo l’isola della Palmaria visti dal castello Doria.
Porto Venere il tratto di mare che divide la cala dell'Arpaia da Lerici, dove la leggenda vorrebbe far nuotare lord Byron.
Porto Venere il tratto di mare che divide la cala dell’Arpaia da Lerici, dove la leggenda vorrebbe far nuotare lord Byron.
La Madre Natura di Lello Scorzelli.
La Madre Natura di Lello Scorzelli.
La fotografia di Nasello che temerariamente si tuffa nel mare dalla scogliera dell'Arpaia.
La fotografia di Nasello che temerariamente si tuffa nel mare dalla scogliera dell’Arpaia.

Portofino, per tutto il mese di gennaio 2020 si potrà ammirare Mondo Terracqueo.

La bellezza di Portofino resa più brillante dal Globo Terracqueo di Marco Nereo Rotelli

A Portofino io ci sono andato, ed ho realizzato delle bellissime fotografie, l’installazione artistica del Maestro Marco Nereo Rotelli. Mondo Terracqueo https://www.mondoterracqueo.com/ è il nome dell’evento culturale, artistico ed esperienziale sviluppato da Geometry Global Italy che insieme al Comune di Portofino, inaugura una nuova campagna di comunicazione diretta a valorizzare il borgo guidato dal sindaco Matteo Viacava. Portofino, vero e proprio simbolo di una bellezza equilibrata tra la natura e l’opera dell’uomo. Se non ci potete andare, vi mostro le mie fotografie, spero di aver colto tutta la bellezza di questa duplice opera d’arte composta da Portofino e dal Globo Terracqueo.

Portofino la sfera d'acciaio Globo Terracqueo
La sfera d’acciaio alta 2 metri e mezzo posta al centro della passerella galleggiante sulle acque del porto, dal suo interno un fascio di luce illumina le frasi che alcuni tra i più grandi poeti mondiali hanno dedicato al mare ed al
pianeta Terra incise nel metallo, proiettandole sulle case che circondano il piccolo porto di Portofino.

Fin dal giorno dell’inaugurazione, avvenuta il 13 dicembre scorso, migliaia di visitatori sia italiani che stranieri sono arrivati a Portofino con l’intento di ammirare l’opera diffusa di Marco Nereo Rotelli. Si potrà comunque vedere l’installazione artistica fino alla fine del mese di gennaio 2020

Dai monitor posti all’interno della sfera vengono diffuse informazioni sullo stato di salute del mare, dati forniti dall’Acquario di Genova.
La magia del GLOBO TERRACQUEO sembra trasformare le persone in fantasmi.


Un’esperienza sensoriale completa che permette ai visitatori di immergersi nei messaggi di poesia e amore per l’ambiente, vera e propria anima di questo progetto, che presto intraprenderà un tour mondiale di sensibilizzazione al tema.
L’opera d’arte diffusa di Marco Nereo Rotelli ha ottenuto un enorme successo di pubblico fin dal giorno dell’inaugurazione, avvenuta il 13 dicembre scorso, con un sempre crescente afflusso di visitatori. Grazie a questo enorme successo l’opera continuerà ad illuminare Portofino per tutto il mese di gennaio 2020.

Da oltre un secolo Portofino, la “Perla del Tigullio” è una delle mete turistiche più ambite, esclusive e famose del mondo.

La passerella galleggiante che ospita il Globo Terracqueo congiunge le due sponde del piccolo porticciolo di Portofino.
I messaggi proiettati sulle case del borgo.
La celebre piazzetta, resa ancora più suggestiva dal grande Albero di Natale e dai messaggi proiettati sui muri.
Anche il Castello Brown di Portofino diventa un suggestivo schermo su cui vengono proiettati i messaggi del progetto “Mondo Terracqueo”
Anche il Castello Brown di Portofino diventa un suggestivo schermo su cui vengono proiettati i messaggi del progetto “Mondo Terracqueo”
Portofino, luogo di bellezza unica al mondo rappresenta il posto ideale per rilanciare i messaggi di buon auspicio per il pianeta contenuti nel progetto artistico culturale “Mondo Terracqueo”
Portofino, luogo di bellezza unica al mondo rappresenta il posto ideale per rilanciare i messaggi di buon auspicio per il pianeta contenuti nel progetto artistico culturale “Mondo Terracqueo”

E come sempre da cosa nasce cosa. Valeria Corciolani ci regala per Natale una nuova intrigante avventura con Alma e Jules

La colf e l’ispettore sono ritornati e complice la preoccupazione per i giochi insoliti dei figli, l’ispettore Jules Rosset e la sfuggente e schiva Alma, riescono a risolvere l’ennesimo caso.

Se come me, amate leggere, non potete fare a meno di procurarvi: “E come sempre da cosa nasce cosa” l’ultimo libro della scrittrice Valeria Corciolani, la quarta avventura di Alma e Jules. In questo libro, la colf e l’ispettore, insieme ad altri divertenti personaggi, con ironia e leggerezza vi porteranno in mondo che vi farà riflettere, dove la cosa giusta da fare non sempre è una cosa lecita, ma va comunque fatta. Personaggi che descritti con maestria e semplicità dall’autrice vi sembrerà di averli davanti agli occhi. Un furgone fuori strada con dentro tre morti ed un enorme carico di marjuana, scarpe infangate, i giochi di ruolo dei figli ed un ispettore di polizia sempre tra i piedi, come possono permettere ad Alma di star fuori dai guai?

Se volete, questo è il link dove trovare il libro di Valeria Corciolani https://www.amazon.it/come-sempre-cosa-nasce-lispettore-ebook/dp/B07TDK8MS9/ref=asap_bc?ie=UTF8

Valeria Corciolani libri pubblicati da Amazon publishing
Valeria Corciolani – autrice di: E COME SEMPRE DA COSA NASCE COSA.
Valeria Corciolani - presenta E come sempre da cosa nasce cosa
Bruno Morchio con Valeria Corciolani e Lucia Caponetto alla presentazione di: E COME SEMPRE DA COSA NASCE COSA.
Valeria Corciolani - presenta E come sempre da cosa nasce cosa
Valeria Corciolani – al centro della foto ascolta Lucia Caponetto mentre legge dei passaggi del suo ultimo libro: E COME SEMPRE DA COSA NASCE COSA.
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Lucia Caponetto – legge per il pubblico in sala alcuni brani delle avventure di Alma e Jules.
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Sestri Levante – il pubblico presente in sala per la presentazione del libro di Valeria Corciolani: “E DA COSA NASCE COSA”.

Sestri Levante – “Il Silenzio e la Bellezza” all’ex convento dell’Annunziata.

Eliska, la nuova opera dello scultore Leonardo Lustig sulla terrazza dell’Annunziata

Eliska, una nuova opera dello scultore Leonardo Lustig per la rassegna “Il silenzio e la bellezza aiutano a vivere meglio”, la si può ammirare sulla terrazza dell’Ex Convento dell’Annunziata che si affaccia sul mare della baia di levante, conosciuta dai più come Baia del Silenzio, a Sestri Levante fino al 30 maggio 2020. L’opera in bronzo, realizzata con la tecnica della cera persa dallo scultore di Santa Margherita Ligure, Leonardo Lustig http://www.leonardolustig.it/ da un’idea di Gianfranco Traverso, verrà ufficialmente presentata al pubblico il 25 gennaio 2020 alle ore 17.00 dall’organizzatore Massimo Solari, con un concerto del quartetto Magnasco. l’opera andrà ad aggiungersi al già famosissimo “Pescatore”, divenuto a ragione il simbolo della Baia del Silenzio e di tutta Sestri Levante

Sestri Levante - Eliska opera di Leonardo Lustig sulla terrazza dell'Annunziata
Eliska – di Leonardo Lustig
Eliska, la nuova opera dello scultore Leonardo Lustig sulla terrazza dell'Annunziata
Volo in controluce.
Eliska, la nuova opera dello scultore Leonardo Lustig sulla terrazza dell'Annunziata
La leggerezza di un volo.
Eliska, la nuova opera dello scultore Leonardo Lustig sulla terrazza dell'Annunziata
Armonia e bellezza.
Eliska, la nuova opera dello scultore Leonardo Lustig sulla terrazza dell'Annunziata
Uno degli scorci più belli di Sestri Levante, ora è diventato ancora più affascinante grazie alla bella Eliska.
Eliska, la nuova opera dello scultore Leonardo Lustig sulla terrazza dell'Annunziata
In difesa della baia. La nuova opera di Lustig, sembra voler dire al mare di stare calmo.
Eliska, la nuova opera dello scultore Leonardo Lustig sulla terrazza dell'Annunziata
il vento nei capelli.
Eliska, la nuova opera dello scultore Leonardo Lustig sulla terrazza dell'Annunziata
Tra cielo e mare, la ballerina sembra voler prendere il volo. Tale è la leggerezza della sua figura.

Sestri Levante, aspettando l’onda perfetta alla Baia del Silenzio

Surfisti cavalcano le onde del mare a Sestri Levante

La burrasca dei giorni scorsi, ha lasciato in regalo per la gioia degli appassionati surfisti le onde perfette da cavalcare stando in equilibrio sulle tavole da surf. In questi giorni il vento soffia forte sulla riviera di levante e gli appassionati equilibristi del mare non si sono lasciati sfuggire l’occasione. D’altronde è proprio in inverno che arrivano le mareggiate migliori : “Swells” come le chiamano i surfisti. Sono tanti i Liguri che hanno scoperto di poter fare come in California, naturalmente con le dovute proporzioni, il surf potrebbe diventare una nuova attrattiva turistica per la riviera nella stagione invernale.

“Swells” l’onda perfetta, sono in molti a cercarla anche nella Baia del Silenzio
A “surfare” nel Golfo del Tigullio non sono solo i liguri, arrivano con le loro tavole da surf, anche gli appassionati delle onde, dal Piemonte e dalla Lombardia
Nei giorni scorsi erano in molti a caccia dell’onda perfetta da cavalcare nella baia di Levante
Un surfista a proprio agio scivola su un onda in perfetto equilibrio.
Un giorno da leoni, per citare un famoso film, la Riviera Ligure come la California, meta dei surfisti oltre cha a Sestri Levante anche le spiaggie di Levanto o Varazze.

Sestri Levante – I volontari dell’associazione ITACA pulisco la spiaggia di Riva Trigoso

Volontari di ogni età hanno raccolto pneumatici, plastica e rifiuti vari abbandonati sulla spiaggia di Riva Trigoso

Si sono dati appuntamento alle 10,30 di sabato mattina i volontari dell’associazione ITACA, armati di sacchi, guanti e pinze forniti dallo sponsor Oway per ripulire il tratto di spiaggia davanti alla Biblioteca del Mare a Riva Trigoso. Sull’arenile si trova di tutto. Rifiuti portati dall’ultima mareggiata, come potrebbero essere i grossi pneumatici o le carcasse di vecchie carriole e motorini, ma anche bottiglie di plastica e oggetti vari abbandonati da bagnanti distratti e a dir poco maleducati. L’organizzazione ITACA organizza il primo e unico Festival del Turismo Responsabile.

Premiato dall‘Organizzazione Mondiale del turismo dell’ONU invita a scoprire luoghi e culture attraverso itinerari a piedi e a pedali, workshop, seminari, laboratori, mostre, concerti, documentari, libri per lanciare un’idea di turismo più etico e rispettoso dell’ambiente e di chi ci vive. Un cammino unico in tanti territori diversi, per trasformare l’incoming in becoming. Coniugando la sostenibilità del turismo con il benessere dei cittadini.

Riva Trigoso volontari di ogni età puliscono la spiaggia di Riva Trigoso raccogliendo rottami, plastica, copertoni e spazzatura varia portata dal mare
Riva Trigoso – Pneumatici di auto e moto insieme a carcasse di veicoli portati dalla mareggiata sulla spiaggia, sono stati raccolti dai volontari dell’associazione ITACA
Riva Trigoso – Un vecchio copertone una scarpa vecchia insieme a moltissima plastica, raccolti sulla spiaggia.
Riva Trigoso - C'è anche una vecchia carriola da muratore trasportata dal mare sulla spiaggia
Riva Trigoso – C’è anche una vecchia carriola da muratore trasportata dal mare sulla spiaggia
Riva Trigoso - Si trovano rottami di lamiera e scarti da ristrutturazioni edilizie, ma anche vecchi copertoni.
Riva Trigoso – Si trovano rottami di lamiera e scarti da ristrutturazioni edilizie, ma anche vecchi copertoni.
Riva Trigoso - Si fa presto a riempire un sacco con i pezzi di plastica che si trovano sulla spiaggia.
Riva Trigoso – Si fa presto a riempire un sacco con i pezzi di plastica che si trovano sulla spiaggia.
Riva Trigoso - C'è anche una vecchia carriola da muratore trasportata dal mare sulla spiaggia
Riva Trigoso – C’è anche una vecchia carriola da muratore trasportata dal mare sulla spiaggia
Riva Trigoso - Si trova di tutto sulla spiaggia, scarpe vecchie tubi di scarico per il riscaldamento lattine e bottiglie di plastica.
Riva Trigoso – Si trova di tutto sulla spiaggia, scarpe vecchie tubi di scarico per il riscaldamento lattine e bottiglie di plastica.
daniele cassol

Daniele Cassol, il vigilante eroe per caso

Daniele Cassol, il vigilante eroe per caso

Savona – La prontezza di riflessi di Daniele Cassol, ha evitato il peggio sull’orlo del viadotto Madonna del Monte, crollato per una frana sull’A6

Se non ci fosse stato lui, che con sangue freddo e molto coraggio, in piedi a pochi passi dal buco nero che si è formato sull’autostrada A6 all’altezza di Altare, dove una frana si era appena portata con se il viadotto Madonna del Monte, si sarebbe potuta verificare un’ennesima tragedia. Daniele Cassol si è fermato con la Panda dell’istituto di vigilanza “La Pantera” ad un metro dalla frana mentre il viadotto stava venendo giù; “Ferma, ferma, è venuto giù tutto”, ha urlato sbracciandosi fuori dalla sua vettura in direzione degli altri mezzi che stavano arrivando dietro di lui. “Mi è venuto in mente il ponte Morandi. Ma un conto è guardare la tv, un altro è vedersi la morte in faccia” racconta la guardia giurata e aggiunge: “non sono un eroe, ho fatto solo il mio dovere ho agito d’istinto, i veri eroi sono i Vigili del Fuoco“. Era in atto l’allerta rossa e forse per questo motivo in quel momento non c’era traffico. “Saranno passati cinque minuti dal momento in cui ero partito dal casello. Ho visto sulla mia destra un Suv fermo sulla corsia di emergenza e un uomo che allargando le braccia mi faceva segno di fermarmi. Urlava, ho pensato a un problema alla macchina o un malore, così dalla corsia di sorpasso mi sono spostato a destra per cercare di fermarmi”, racconta Cassol. “solo quando mi sono voltato per evitare di andare a sbattere, ho visto come un buco nero. Ho pensato: ma che sta succedendo? Ho inchiodato e sono riuscito a fermarmi una quarantina di metri prima». Poi il timore di essere tamponato da un pullman in arrivo, ed è a quel punto che Daniele Cassol decide di scendere e andare incontro ai mezzi in arrivo, allargando le braccia facendo disperatamente segno a tutti di fermarsi.

Daniel Cassol- L'”eroe” dell’A6 con il governatore della Liguria Giovanni Toti

Nessun ferito e nessuna auto coinvolta, i Vigili del Fuoco hanno terminato le ricerche dopo il crollo del viadotto di Altare

Gli specialisti dell’unità USAR dei Vigili del Fuoco hanno terminato le verifiche sul viadotto crollato sull’autostrada A6 Torino-Savona. Nessun veicolo e nessuna persona è rimasto coinvolto nel crollo. Terminate le ricerche, sono iniziate le operazioni per la messa in sicurezza dell’alveo, visto il peggioramento delle condizioni meteo atteso per martedì. La frana che ha distrutto l’infrastruttura contiene circa 15mila metri cubi di materiali che sono ancora cedere e venire giù.30mila metri cubi di materiale, sono franati sul viadotto da un’altezza di 300 metri ad una velocità di circa 20 metri al secondo. “E’ stata rapidissima e, calcolando la velocità con la quantità di massa, l’impatto sui piloni è stato devastante”.Secondo gli esperti, è stata la grande quantità di pioggia caduta il mese scorso a provocare lo smottamento di un terreno agricolo abbandonato in una zona considerata a rischio da moderato a basso. “La frana ora sembra ferma – hanno sottolineato gli scienziati – ma i 15mila metri cubi di materiale potrebbero scendere in qualsiasi momento ampliando i fianchi dello smottamento”.

Savona – Vigili del Fuoco al lavoro sul viadotto Madonna del Monte della A6 portato via dalla frana all’altezza di Altare
Savona – gli uomini delle squadre speciali USAR dei Vigili del Fuoco si accertano che nessuna persona sia rimasta coinvolta nel crollo del viadotto Madonne del Monte
Savona – il tratto della A6 portato via dalla frana all’altezza di Altare nessun veicolo è rimasto coinvolto nel crollo

La squadra USAR dei Vigili del Fuoco, unità speciale che affronta i grandi disastri

l progetto USAR (Urban Search And Rescue) nasce per migliorare le attività di soccorso in macerie, derivanti da eventi sismici, esplosioni, crolli o dissesti statici e idrogeologici.

Un team USAR del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, normalmente composto da nove uomini altamente specializzati ed equipaggiati con attrezzature speciali per la ricerca ed il soccorso intervengono con metodologie altamente evolute concernenti soprattutto la valutazione dei rischi associati, le tecniche di localizzazione e le attività di recupero delle vittime. Intervengono celermente supportati da strumentazioni tecnologicamente avanzate come geofoni (strumenti per la segnalazione e la rilevazione delle onde acustiche che si propagano nel sottosuolo), robot, termocamere (dispositivi che rilevano l’energia tramite raggi infrarossi il calore emesso da un oggetto o persona e lo convertono in un segnale elettronico), search-cam (telecamere speciali impiegate per localizzare i  superstiti). Sono inoltre addestrati a fornire i primi soccorsi per salvare vite umane.

Savona – nel tratto della A6 portato via dalla frana sono intervenuti gli uomini dell’unità speciale USAR dei Vigili del Fuoco dalla Lombardia

Giovanni Toti, si augura che si possa riaprire al traffico entro pochi giorni.

Sono state già avviate le verifiche “sulla staticità della frana e sul troncone dell’autostrada rimasto in piedi. Ci auguriamo che le analisi di rischio si concludano entro oggi e che il tratto sud dell’autostrada possa riaprire entro pochi giorni a senso unico alternato”, ha commentato il governatore ligure Giovanni Toti, incontrando i sindaci del Savonese.

Savona – il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti con il ministro De Micheli all’incontro con i sindaci del savonese

Lo spettacolo del mare in tempesta

A caccia di onde con l’amico Sasha da Sestri Levante alle Cinque Terre

Gli uomini di mare lo sanno. Quando le mareggiate si avvicinano, ci sono molti modi per affrontarle. Poi ognuno fa a modo suo. Il mio amico Sasha, al secolo Alessandro Benedetti le va a cercare, io sono andato insieme a lui con la mia macchina fotografica e come lui mi sono divertito a fotografare il mare in tempesta, la scarica adrenalinica che si riceve è potente, le onde affascinano e catturano l’attenzione di molte persone, che armate di macchine fotografiche o smartphone cercano di fermare la furia del mare.

Cacciatore di onde – Alessandro Benedetti, Sasha per gli appassionati di onde, seduto davanti al mare di Bonassola.

Il cacciatore di onde abita a Bonassola, prima abitava a Milano. Trasferito il Liguria per lavoro, è un ricercatore del Cnr-Icmate, studia gli effetti dell’erosione del mare su vari materiali immersi in acqua. Ma il suo più grande amore rimane il mare con le sue onde, e questa parte di costa ligure dove ci sono, a suo dire, le onde più belle d’Italia.

Ed ecco lo spettacolo offerto dal mare, fotografie catturate in luoghi diversi ed in momenti diversi, da Sestri Levante alle Cinque Terre.

Sestri Levante – le onde minacciose del mare in burrasca aggrediscono il Pescatorello simbolo della Baia del Silenzio.
Sestri Levante – il ruggito delle onde davanti Sant’Anna.
Sestri Levante – il mare può anche accarezzare con le sue onde, qui lo vediamo stendere un manto setoso sulla baia di levante.
Sestri Levante – il mare accarezza con le sue onde gli scogli non fa più così paura.

Arrivano appassionati da tutta Italia per seguire Sasha a caccia di onde

Bonassola – sono in molti a seguire Sasha Benedetti nelle sue escursioni alla caccia di onde.
Bonassola – c’è anche chi si limita a guardare lo spettacolo offerto dalle onde e godendosi il profumo del mare.

La potenza generata dal mare e la bellezza della luce.

Bonassola – cavalloni alti oltre sei metri
Bonassola – cavalloni alti oltre sei metri
Renà – lo scoglio di Asseu
Vernazza – i turisti alle Cinque Terre incantati davanti al mare
Vernazza – i turisti alle Cinque Terre incantati davanti al mare
Bonassola – c’è anche chi passeggia sulla spiaggia a debita distanza delle onde.

Genova – Paolo Conte al teatro Carlo Felice

Paolo Conte torna al Teatro Carlo Felice di  Genova con “50 years of Azzurro”, un concerto speciale a favore all’AIRC

Maestro – Paolo Conte al pianoforte

Genova – “FIFTY YEARS OF AZZURRO” , Paolo Conte riporta al Teatro Carlo Felice il concerto che celebra i 50 anni dall’uscita di “Azzurro” suo famosissimo brano portato al successo da Adriano Celentano, per cui il maestro lo aveva pensato all’epoca. Cinquant’anni dopo la sua interpretazione da i brividi sulla pelle, la voce fumosa del maestro porta questa che all’epoca fu presa come una semplice canzonetta pop, ad un livello superiore, un vero e proprio brano da antologia. Nella suggestiva cornice del teatro Carlo Felice, dove l’artista accompagnato dalla sua orchestra ha preso per mano il pubblico e lo ha portato a ritroso nel tempo, portandolo con sé a ritrovare i grandi classici del suo repertorio. Una serata speciale dedicata all’AIRC per raccogliere fondi da destinare ai ricercatori impegnati in progetti di ricerca d’avanguardia per la cura dei tumori pediatrici.

Una carrellata di fotografie del maestro e della sua orchestra, sul palcoscenico del teatro Carlo Felice di Genova

Paolo Conte
L’orchestra che accompagna il maestro nell’esecuzione dei suoi capolavori
Paolo Conte, una intensa espressione del maestro impegnato al pianoforte
Paolo Conte, una intensa espressione del maestro impegnato al pianoforte
Paolo Conte, una intensa espressione del maestro impegnato al pianoforte
Paolo Conte, una intensa espressione del maestro impegnato al pianoforte
Paolo Conte, una intensa espressione del maestro impegnato al pianoforte
Paolo Conte si gode in assoluto silenzio il forte applauso del suo pubblico dopo avere eseguito “Genova per noi”
Paolo Conte al pianoforte
Paolo Conte al pianoforte accompagnato dai suoi professori d’orchestra
Paolo Conte, sornione si gode gli applausi del pubblico
Quanta passion
Paolo Conte una intensa espressione del maestro
Paolo Conte, una intensa espressione del maestro mentre interpreta “Quanta passion”
Paolo Conte, sorride a “Diavolo Rosso”
Paolo Conte una intensa espressione del maestro impegnato al pianoforte

Paolo Conte
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Un ritorno d’estate a fine ottobre, la Baia del Silenzio presa d’assalto.

L’ultima domenica di ottobre sulla Baia del Silenzio, splende il sole e dopo una settimana che ha visto alternarsi allerte gialle e arancione, con pioggia e freddo, e parecchi disagi in molti sono corsi ad asciugarsi la faccia al sole. La spiaggia di levante è stata letteralmente presa d’assalto da turisti, ma anche da molti residenti. I bar che si affacciano sulla baia registravano il tutto esaurito, prima per le colazioni e poi con il rito dell’aperitivo. Trovare poi un tavolino per un pranzo al sole vista mare era una vera e propria impresa. Non solo bagni di sole però, molta gente faceva anche il bagno, insomma un vero e proprio ritorno d’estate.

Tra una nuotata e un pezzo di focaccia stesi sulla spiaggia, una domenica dal sapore estivo.

Al sole – creme solari e lettini sono ricomparsi sulla spiaggia.
Al sole – creme solari e lettini sono ricomparsi sulla spiaggia.
Relax – c’è chi passeggia in acqua e chi gioca con i figli.
Al bar – un caffè comodamente seduti in riva al mare
Al bar – un caffè comodamente seduti in riva al mare.
Leggere comodamente seduti al sole sulla spiaggia.
Assalto – il pescatorello diventa compagno di giochi di molti bambini.
con un golfino sulle spalle o in costume da bagno, ma tutti sulla spiaggia.
Tutto esaurito.
Un aperitivo al baretto della spiaggia.
Paraggi la Carega

La Carega di Paraggi.

Paraggi – lo scoglio chiamato Carega sulla cui cima sta un pino di mare.

Nel mare di Paraggi esiste un grande scoglio, da tutti conosciuto come “La Carega”, sulla cui sommità vive un pino marino. Nemmeno la mareggiata dell’autunno scorso è riuscita ad abbatterlo, lui se ne sta sempre li a simboleggiare la forza e la tenacia propria della gente di mare che vive in questi luoghi incantati.

Percorrendo la bellissima strada panoramica cha da Santa Margherita porta Portofino, poco prima di Paraggi nei pressi dell’Abbazia della Cervara, non possiamo fare a meno di ammirare l’enorme scoglio a forma di sedia, da qui il nome, in genovese sedia si dice carega. In cima allo Scoglio della Carega c’è un alberello, per la precisione un pino di Aleppo, uno dei tanti pini di mare diffusissimi nell’area del mediterraneo, pare sia nato spontaneamente alla fine degli anni cinquanta in una fenditura della roccia con pochissima terra e praticamente quasi senza acqua. Nemmeno la tremenda mareggiata che ha colpito il Tigullio a fine ottobre del 2018 è riuscita, seppur con onde altre più di dieci metri che con la sua forza devastante ha distrutto moli, danneggiato abitazioni, affondato decine di imbarcazioni piccole e grandi, portato via la strada che porta proprio a Portofino, lui ha resistito diventando così un simbolo dell’orgoglio e della resistenza ligure.
La Carega di Paraggi, difficile resistere all’idea di farsi un selfie davanti a questo particolare scoglio.
La Carega di Paraggi, punto di riferimento per chi va per mare con l’alberello sulla cima che svetta come un vessillo.
La Carega di Paraggi, venendo dal mare è inconfondibile la sua forma con il sedile e lo schienale rivolto verso la strada.
La Carega di Paraggi, venendo dal mare è inconfondibile la sua forma con il sedile e lo schienale rivolto verso la strada.

Bacci Pagano indaga in Val Polcevera

Sestri Levante – Valeria Corciolani presenta al pubblico l’ultimo lavoro di Bruno Morchio: “Le sigarette del manager”, tredicesimo episodio della saga di Bacci Pagano.

Un ingegnere che non è ingegnere, un manager che non è manager: chi è in realtà Oreste Mari, l’uomo sulle cui tracce si muove Bacci Pagano, inseguendo un vago odore di fumo e spinto da un’ossessione che lo induce a indagare senza la garanzia d’essere pagato?
In una primavera piovosa, otto mesi dopo il crollo del ponte Morandi, il detective dei carruggi ripercorre avanti e indietro la valle del Polcevera e ne osserva le ferite, la bellezza e i gusci fossili d’un illustre passato che non c’è più.

Sestri Levante – Valeria Corciolani presenta al pubblico il nuovo libro di Bruno Morchio “Le sigarette del manager”.

Nelle strade di quella periferia irriconoscibile sembra cercare il senso di quanto è accaduto negli ultimi trent’anni e l’uomo che sta cercando potrebbe forse fornire qualche risposta alle domande che lo assillano: Oreste Mari è nato in una famiglia operaia, ha rinnegato le sue origini facendo proprio il mito dei soldi facili degli anni Ottanta e ha finito per mettere la propria genialità al servizio della speculazione finanziaria e della criminalità.

Sestri Levante – I numerosi fans di Bacci Pagano nella Sala Bo di Palazzo Fascie.

Distruttore e saccheggiatore di destini, lo definisce Bacci, che però intravvede il legame profondo che lo lega alla valle e alla sua gente, una sorta di anticorpo che potrebbe forse salvargli l’anima. E mentre si dibatte nel dilemma se associare o meno all’agenzia investigativa il fidanzato della figlia Aglaja, Bacci troverà nel luogo più disastrato della valle, la diga del quartiere Diamante, un nuovo amore di nome Giulia, maestra elementare che ha l’aspetto e i modi d’una guerrigliera coraggiosa.

La scrittrice Valeria Corciolani che a sua volta ha appena pubblicato un nuovo romanzo, dal titolo “E come sempre da cosa nasce cosa” è presente in veste di moderatrice , spiegando che con “Le sigarette del manager” Bruno Morchio dà voce a uno dei luoghi più tormentati della sua terra, la Val Polcevera, a una generazione, quella del ’68, ferita ma orgogliosa, che non si rassegna a guardare indietro e non si abbandona alla nostalgia, convinta che della scomparsa del passato ci si può consolare, ma dalla sparizione del futuro non ci si riprende più.

Lucia Caponetto, Bruno Morchio e Valeria Corciolani insieme a Bacci Pagano sono stati i protagonisti della serata.

Lucia Caponetto, che attraverso il suo canale YouTube Lucci_Legge racconta, interpretandole magistralmente storie per ragazzi e romanzi di autori vari, in sala Bo legge alcuni brani del romanzo di Morchio, suscitando nel pubblico che ascolta, la voglia di cominciare la lettura della tredicesima avventura dell’investigatore genovese Bacci Pagano, al più presto.

I lettori appassionati si mettono in fila per una dedica autografa sul libro ed una fotoricordo con l’inventore di Bacci Pagano.

Fans – Bruno Morchio non si sottrae al rito delle dediche sui suoi libri.
Bruno Morchio posa sorridente insieme alle signore che hanno permesso la buona riuscita della serata.
Bruno Morchio – “Le sigarette del manager”